Il manoscritto fu realizzato probabilmente a Bologna, alla metà del Trecento e si inserisce, dal punto di vista grafico – librario nel primo filone di diffusione della Commedia che comprende codici membranacei, di dimensioni medio- grandi, con la scrittura, una minuscola cancelleresca, disposta su due colonne. La presenza di tre miniature all’inizio di ciascuna cantica e le pregevoli iniziali “abitate” ne fanno un prodotto di lusso, realizzato probabilmente per un facoltoso committente privato, come del resto molti dei più antichi manoscritti danteschi oggi noti.
