Percorsi / Opere
Un manoscritto per Lorenzo de’ Medici in Corsiniana
Cristoforo Landino, De Vera Nobilitate, Firenze, post 1487 (36 E 5)
Pagina incipitaria
Tra i fondi manoscritti della Corsiniana esiste un codice in pergamena prodotto a Firenze dopo il 1487 strettamente legato all’entourage di Lorenzo il Magnifico.Contiene il testo di un’opera di Cristoforo Landino, il raffinato intellettuale toscano che visse e lavorò presso la corte medicea, il De Vera Nobilitate, un trattato filosofico in forma di dialogo tra due personaggi greci immaginati mentre discutono nella casa del Magnifico, luogo molto importante ed altamente simbolico per la cultura fiorentina dell’epoca. La bellissima pagina incipitaria miniata, frutto, secondo la maggior parte degli studiosi della collaborazione dei miniatori Boccardino il vecchio e di Attavante degli Attavanti
Particolare della scrittura
Il manoscritto presenta una bella scrittura in lettera antiqua, verosimilmente di una sola mano. Viene fatto dagli studiosi il nome di Antonio Torrigiani, copista toscano di cui sappiamo molto poco e che scrisse anche il ms. lat. 126 dell’Harvard College. Le note a margine appartengono invece ad un’altra mano, non identificata.
Particolare fregio inferiore con stemma mediceo
Il fregio della parte inferiore è decorato con motivi fogliacei azzurri e rossi, con foglie verdi e due piccole losanghe con rosette. Al centro un tondo che contiene due putti sostenenti il noto stemma mediceo: sei bisanti rossi su fondo oro ed uno azzurro, armeggiato di Francia, con i tre gigli, come era stato concesso nel 1465 dal re Luigi XI con il decreto di Montlucon. Sotto si intravvede un emblema molto piccolo, quello della famiglia dell’autore, Cristoforo Landini: un monte a tre cime sormontato da rami di alloro.
Particolare fregio superiore
Il listello aureo che delimita un motivo fogliaceo dorato su fondo verde inscrive due spazi a forma di losanga che inquadrano simboli del casato mediceo: l’alberello al centro, l’alveare a sinistra. Si tratta di un alberello di alloro, simbolo per eccellenza della poesia e della gloria ed evidente rimando al nome latino del Magnifico (Laurentius) mentre l’alveare è metafora, più genericamente, dell’azione politica. Il listello termina a destra con una losanga rossa sulla quale si innesta l’anello con la punta di diamantee tre piume, emblema personale di Lorenzo.La bellissima pagina incipitaria miniata, frutto, secondo la maggior parte degli studiosi della
Particolare iniziale miniata
L’iniziale C è inquadrata in uno sfondo rosso e presenta una delle imprese più strettamente legate alla figura di Lorenzo il Magnifico: il pappagallo verde tra le spighe di miglio cui si accompagna il cartiglio con il motto “Non le set qui non l’essaye” che afferma la supremazia dell’esperienza. Il pappagallo è simbolo di eloquenza e può essere stato scelto in riferimento a Lorenzo proprio per questo. L’emblema ed il relativo motto compaiono in molti codici fatti eseguire direttamente da Lorenzo o a lui dedicati, legati comunque al progetto di una ricca biblioteca familiare, oggi conservati prevalentemente nella Mediceo Laurenziana,
