Viene prodotto a Firenze, nella seconda metà del XIV secolo e riporta nei margini del testo dantesco il commento di Jacopo della Lana, composto negli anni Venti del Trecento e destinato a veicolare il poema anche ad un pubblico meno colto (da questo deriva la scelta del volgare). Questo manoscritto corsiniano ebbe un’ampia circolazione e fu probabilmente molto letto. Troviamo note di possesso di un notaio perugino, di un lettore quattrocentesco che si chiama Pietro Maestrini, di un certo Bastiano che ebbe tra le mani il codice probabilmente all’inizio del Cinquecento.
