Percorsi / Protagonisti

Dante Alighieri in Corsiniana: la Commedia

44 G 3 (Rossi 5) Miniatura inizio cantica Paradiso

44 G 3 (Rossi 5) Miniatura inizio cantica Paradiso

Il manoscritto fu realizzato probabilmente a Bologna, alla metà del Trecento e si inserisce, dal punto di vista grafico – librario nel primo filone di diffusione della Commedia che comprende codici membranacei, di dimensioni medio- grandi, con la scrittura, una minuscola cancelleresca, disposta su due colonne. La presenza di tre miniature all’inizio di ciascuna cantica e le pregevoli iniziali “abitate” ne fanno un prodotto di lusso, realizzato probabilmente per un facoltoso committente privato, come del resto molti dei più antichi manoscritti danteschi oggi noti.

44 F 31 (Rossi 368)

44 F 31 (Rossi 368)

Il codice viene realizzato in Lombardia nell’ultimo quarto del Trecento da un copista che si sottoscrive come “Ianes de Parma gente lumbarda”. Si tratta molto probabilmente di un frate francescano, come il possessore quattrocentesco del manoscritto che si sottoscrive come frate Gabriele da San Giuliano. Il monastero di San Giuliano viene fondato nel 1415 appena fuori le mura dell’Aquila. Un altro possessore del codice nel Cinquecento rimane purtroppo anonimo non essendo possibile leggere il nome con cui si firma a carta 1r.

44 F 3 (Rossi 61)

44 F 3 (Rossi 61)

Viene prodotto a Firenze, nella seconda metà del XIV secolo e riporta nei margini del testo dantesco il commento di Jacopo della Lana, composto negli anni Venti del Trecento e destinato a veicolare il poema anche ad un pubblico meno colto (da questo deriva la scelta del volgare). Questo manoscritto corsiniano ebbe un’ampia circolazione e fu probabilmente molto letto. Troviamo note di possesso di un notaio perugino, di un lettore quattrocentesco che si chiama Pietro Maestrini, di un certo Bastiano che ebbe tra le mani il codice probabilmente all’inizio del Cinquecento.

44 F 29 (Cors 1265)

44 F 29 (Cors 1265)

Firmato dal copista Guido di Iacopo da Pratovecchio e datato 16 marzo 1379 fu realizzato in Romagna, a Susiniana (Val Senio). Guido di Iacopo da Pratovecchio era un notaio di villaggio, lettore e trascrittore di testi sia classici che moderni. Oltre alla Commedia il codice contiene anche l’epitaffio funebre di Dante, composto da Giovanni del Virgilio, maestro di retorica bolognese e corrispondente del poeta.

44 E 33 (Cors 609)

44 E 33 (Cors 609)

Realizzato in Toscana nel secondo quarto del Quattrocento contiene, oltre alla Commedia, altri testi di commento all’opera dantesca, tra i quali la Divisione del figlio Jacopo Alighieri.

44 B 33 (Cors 610)

44 B 33 (Cors 610)

Fu realizzato a Firenze nel 1458 da Giovanni d’Angelo Buzzi e rimase per diversi decenni nell’ambito familiare, come ci informa una nota su carta membranacea incollata sul contropiatto anteriore. Passa infatti ad Angelo e Domenico Buzzi, figli di Giovanni. Successivamente, nel XVI secolo appartiene a Matteo di Angelo Mattei e poi al suo erede Benedetto, forse suo figlio. Ha una legatura in pergamena con assi in cartone databile al 1501.

44 F 27 (Cors 607)

44 F 27 (Cors 607)

Viene realizzato in Toscana alla fine del XV secolo da cinque copisti diversi che oltre alla Commedia scrivono anche il commento di Jacopo della Lana, l’epistola dantesca ad Arrigo VII, alcuni epitaffi e l’egloga XI di Petrarca, il sonetto Rerum Vulgarum Fragamenta.

44 F 28 (Rossi 56)

44 F 28 (Rossi 56)

Il manoscritto viene realizzato nel 1464, come si legge nella sottoscrizione a c. 73v, probabilmente in Italia settentrionale. Il testo della Commedia si interrompe al canto trentadue del Purgatorio, mentre il commento di Iacopo della Lana è compendiato. A c 163 bisr si trova un elenco delle opere di Bartolomeo Fonzio, intellettuale e scrittore fiorentino che visse tra il Quattrocento e l’inizio del secolo successivo, con i relativi prezzi.

44 G 10 (Cors 1939)

44 G 10 (Cors 1939)

Oltre alla Commedia il codice, realizzato in Toscana alla fine del Quattrocento, contiene il Trattatello in Laude di Dante di Giovanni Boccaccio, la Divisione di Jacopo Alighieri, il Credo di Dante di Antonio da Ferrara. Nel XVII secolo appartenne a Pierpaolo di Vincenzio Marzi de’ Medici come riporta la nota a c. 1r.

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